2016-01-05 L’Osservatore Romano
Per continuare a camminare insieme, vescovo e popolo, senza lasciarsi condizionare dalle letture parziali dei media, e per vivere nella concretezza della quotidianità quanto il sinodo sulla famiglia ha portato alla Chiesa.
Con questo intento il vescovo di Albano Marcello Semeraro — padre sinodale e membro della speciale commissione incaricata di redigere la relazione finale — ha dato alle stampe un fascicolo nel quale spiega alla sua comunità, con chiarezza e semplicità di termini, i frutti del confronto che i vescovi di tutto il mondo hanno avuto lo scorso mese di ottobre nella loro quattordicesima assemblea ordinaria. Un passaggio «confidenziale», spiega nel testo, che porta dalla relatio finalis a una «sorta di breve relatio pastoralis».
In attesa delle decisioni di Papa Francesco, alla luce delle indicazioni dei padri sinodali, monsignor Semeraro fa emergere i punti chiave del lavoro e del confronto dei vescovi. Senza glissare sui temi più caldi e controversi — come, ad esempio, quello della pastorale dei divorziati risposati e dell’accesso ai sacramenti — il presule cerca di andare al cuore del documento finale per trovarvi indicazioni per la vita concreta dei fedeli. Il vescovo evidenzia come «fra le cose più rilevanti» ci sia il passaggio, perfettamente in linea con le indicazioni del Vaticano II, «dalla morale della legge alla morale della persona». Un passaggio che si attua attraverso una dinamica che dal discernimento porta all’accompagnamento e all’integrazione.
La dottrina riguardo ai vari aspetti della vita familiare, spiega monsignor Semeraro, è ribadita in maniera pienamente tradizionale, ma la sua proposta al popolo di Dio si suggerisce che venga tarata secondo i criteri della vicinanza, della comprensione, dell’accoglienza, della misericordia. Le persone, cioè, non vanno mai lasciate sole, in qualsiasi situazione si trovino.