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Visitatori e volontari al Meeting di Rimini. Anche dal Ticino, attirati da una bellezza travolgente.

Ultimo giorno di Meeting. Un numero impressionante di visitatori - 800'000 quest’anno - hanno raggiunto Rimini. Numerosi anche dal Ticino. “Vado al Meeting con tutta la famiglia - ci racconta Daniele di Canobbio - con il desiderio e l’aspettativa di trovare qualcosa che mi stimoli. Ho bisogno di nuova energia, di qualcosa di positivo che mi ricalibri per tutto l'anno e il meeting è l'occasione dove posso approfittare di momenti educativi che mi ricaricano. Mi colpisce il grande numero di incontri e mostre proposti che sono di grandissimo arricchimento per la mia persona in termini di umanità e di strumenti per affrontare la vita quotidiana. Quest’anno ho apprezzato in particolare quelli sulla scuola e l'educazione, con al centro il destino dello studente e il ruolo del docente". (Educazione ed innovazione scolastica, Le tecnologie al servizio della didattica, Liberi di educare nelle scuole del mondo)

“Un Meeting - ci dice Antonietta di Massagno - dominato dal centenario dalla nascita di don Giussani e dalla drammaticità del momento. Di Giussani è emersa soprattutto la forza educativa, la sua passione per l’uomo, per la sua libertà. In quanti l’abbiamo scoperta proprio nell’incontro con lui? In quanti l’abbiamo custodita nella compagnia della Chiesa, che grazie a lui è diventata luogo concreto e quindi esperienza? (Giussani 100, Il cristianesimo come avvenimento, Dalla mia vita alla vostra). Sulla situazione in Ucraina mi ha colpito l’incontro ‘La forza della libertà e la riconquista della pace’ che non si è concluso con rassicurazioni: ‘Mi spiace, non ho buone notizie da darvi, la situazione è difficile, molto difficile’. Così Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit, uno dei quattro relatori. Eppure proprio lui ha aperto uno spiraglio di speranza, raccontando della generosità della popolazione tedesca nell’accoglienza dei profughi, nata dalla coscienza della gente (come anche da noi in Ticino) e della serietà con cui guarda all’incombente minaccia. Ma la guerra! Quanto dolore e rabbia nelle numerose voci, soprattutto di artisti, dall’Ucraina. Cosa dire? Mi ha aiutata molto la mostra di Memorial, l’associazione che raccoglie le testimonianze dalle prigioni e dai lager dell’ex-URSS dagli anni di Stalin in poi, oggi messa fuori legge dal regime di Putin. Una testimone si chiede: ‘Si può perdonare? Vendetta o misericordia? No, non si può perdonare, ma si può non farlo con misericordia’” (Il filo della memoria e il fiore della speranza).

Il Meeting non sarebbe neppure immaginabile senza l’apporto di tantissime persone che dal 1980 ad oggi mettono gratuitamente a disposizione entusiasmo, passione e competenza. Ogni anno arrivano a Rimini migliaia di volontari (quest'anno sono stati 3.000) che, sostenendo autonomamente le spese di viaggio e alloggio, collaborano alla realizzazione del Meeting. Dai parcheggi alle sale, dalla ristorazione ai servizi generali, dalle mostre allo sport. Hanno dai 18 agli 80 anni e provengono da diverse parti d’Italia e dall’estero. Alcuni anche dal Ticino.

Luigi di Massagno, tecnico RSI in pensione, pochi giorni prima della partenza si è ammalato di covid ma questo imprevisto non l’ha scoraggiato: “Appena guarito sono partito. Sono più di 20 anni che partecipo al Meeting come volontario. Sono stato talmente affascinato dalla passione di chi si impegna a costruire quest'opera che per me è diventato un appuntamento irrinunciabile. Ho iniziato con le pulizie, poi ai fornelli nella ristorazione ed infine come elettricista. Con il tempo sono nate bellissime amicizie. Ogni giorno è una sorpresa: alla sera sono stanchissimo ma ho visto cose bellissime e ogni mattina mi chiedo: ‘Chissà cosa il Signore mi farà vedere oggi?’”.

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