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Mar 10 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Anche in famiglia "condannati al dialogo"

    “Oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca”. Con questa espressione Papa Francesco ha definito l’attuale circostanza storica che stiamo vivendo. A questo cambiamento d’epoca non si sottrae la famiglia al centro dell’attenzione pastorale di Papa Bergoglio. Infatti anche a conclusione del suo recente viaggio in Georgia ha affermato: "Bisogna fare di tutto per salvare il matrimonio. […] Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. […] Oggi c'è una guerra mondiale per distruggerlo”. Ma non con le armi ma con colonizzazioni ideologiche. Una di queste è la teoria del gender che appiattisce la bellezza della differenza sessuale. “Bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche” ha tuonato Francesco. "Ma è normale che nel matrimonio si litighi? Sì è normale - ha osservato il Pontefice -. Succede! Certe volte volano i piatti. Ma se è vero amore, lì si fa la pace subito. Io consiglio sempre agli sposi: litigate quanto volete, ma non finite la giornata senza fare la pace". Nella coppia è facile irrigidirsi e creare dei muri. Talvolta è un meccanismo di difesa ma che non porta lontano. Al tentativo di innalzare muri si può contrapporre soltanto il dialogo. “Dialogo è comunicare la propria vita personale ad altre vite personali: dialogo è condividere l’esistenza degli altri nella propria esistenza” diceva don Giussani. Spesso si confonde il dialogo con la dialettica. Quest’ultima in realtà è uno scontro. Ognuno difende la sua posizione. Invece l’amore nel matrimonio è riconoscere propria moglie, marito, figlio/a come un dono, un bene per se. Cosa possiamo fare allora se non condividere nell’incontro e nel dialogo instancabile quello che ci è stato donato? Parafrasando una frase del Card. Tauran: anche in famiglia siamo “condannati al dialogo”. di Anzini Federico

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