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Il Papa all’Angelus: l'esperienza liberatrice di Dio. Poi gli auguri ai fedeli delle Chiese orientali

Se mai fosse possibile parafrasare Papa Francesco, verrebbe da dire che “lo stile di Dio” si vede dai particolari. Ed è infatti intorno a un dettaglio che il Pontefice sviluppa la sua riflessone all’Angelus di questo lunedì di Festa. Il Vangelo odierno è quello di Matteo, il versetto in questione è il dodicesimo del secondo capitolo, quando i Magi vengono avvertiti in sogno di non tornare da Erode: “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”.

Prostrati davanti al Bambino

Nonostante “la fatica e le peripezie” affrontate, questi sapienti che arrivano da lontano, spiega il Papa, “si rimettono in cammino”:

Si prostrano davanti al Bambino, lo adorano, gli offrono i loro

doni preziosi. Dopo di che si rimettono in cammino senza indugio per

tornare nella loro terra. 

L'incontro con Dio ci rimette in cammino

Francesco ricorda quale sia "lo stile di Dio”, cioè il “suo modo di manifestarsi nella storia”:

L’esperienza di Dio non ci blocca, ma ci libera; non ci imprigiona, ma ci rimette in cammino, ci riconsegna ai luoghi consueti della nostra esistenza. I luoghi sono e saranno gli stessi, ma noi, dopo l’incontro con Gesù, non siamo quelli di prima. 

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