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    L'associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attiva da 65 anni

    di Katia Guerra

    «Un pane e un bicchiere di latte»: è l’azione di solidarietà dell’associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio nel suo 65esimo anno di attività. Racchiude il senso di questo sodalizio, che con gesti semplici e concreti sostiene, nelle loro necessità di base, la popolazione più fragile nei Paesi del mondo più sfavoriti. I fondi raccolti andranno ai centri di accoglienza gestiti dalle Suore Missionarie Comboniane in Zambia e in Uganda che aprono le porte ai bambini provenienti da un contesto di estrema povertà. «Le suore ci raccontano che quando arrivano da loro questi bambini a stento riescono a stare in piedi e a seguire le attività a causa della mancanza di nutrimento: ricevere del pane e un bicchiere di latte è per loro un sogno», ci racconta Chiara Conconi Corti, segretaria dell’associazione, che è costantemente in contatto con i missionari.

    Una preghiera che si è tradotta in impegno concreto

    Fin dall’inizio, il cuore dell’associazione, oggi presieduta da Michele Faul, è stato la preghiera e la diffusione della Medaglia Miracolosa, memoria viva delle apparizioni della Vergine a santa Caterina Labouré nel 1830, a Parigi, in rue du Bac. «Ogni 27 del mese, memoria dell’apparizione, il gruppo si ritrova per la preghiera, la recita del Rosario e la celebrazione dell’Eucaristia». Con il passare degli anni, la preghiera si è tradotta in impegno concreto, aprendosi alle necessità dei missionari nei diversi continenti. «Sosteniamo scuole, chiese, dispensari, centri di accoglienza, pozzi, progetti educativi e sanitari; aiuti materiali, medicine, viveri, ma soprattutto presenza umana e vicinanza spirituale», ci spiega Chiara.

    Nel corso di questi sessantacinque anni, l’associazione ha orientato il proprio impegno soprattutto verso i contesti più fragili del mondo, segnati da povertà, conflitti e instabilità. Negli ultimi anni, l’attenzione si è estesa anche a situazioni di emergenza legate a territori feriti dalla guerra, come l’Ucraina e Gaza, senza dimenticare il sostegno a realtà di accoglienza e solidarietà presenti anche sul territorio ticinese. Dall’Uganda, prima terra di missione sostenuta, fino a molti altri Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, la rete di relazioni è cresciuta anno dopo anno. Missionari, religiose e laici hanno trovato a Mendrisio un punto di riferimento, un luogo di ascolto e di condivisione: un vero crocevia, dove le storie del mondo si intrecciano con la vita quotidiana della comunità.

    Il periodico “Qui Ticino…. a voi missionari”

    «Attraverso la pubblicazione del periodico “Qui Ticino… a voi missionari”, raccontiamo i progetti e le esperienze dei missionari che sosteniamo», sottolinea la segretaria. Un gesto di condivisione, trasparenza e per mantenere un legame concreto con chi si adopera sul posto a sostegno dei più fragili.

    È possibile fare una donazione sul conto IBAN CH94 0900 0000 6900 0853 6 dell’associazione Medaglia Miracolosa, Mendrisio.

    L’associazione Medaglia Miracolosa sottolineerà l’anniversario con una celebrazione domani, 18 gennaio, alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Mendrisio. Sarà trasmessa anche su Radio Maria.

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