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Lun 23 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Macrina, dal passato un esempio di nonna santa

    Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, pubblicata il 19 marzo 2018, dedica un capitolo ai “Santi della porta accanto”. Chi sono queste persone umili e sconosciute che, col loro amore, partecipano all’ufficio profetico dell’intero popolo di Cristo? Ebbene, queste persone, come dice il Santo Padre, sono i padri che si impegnano per la famiglia, le mamme che lavorano per portare a casa il pane, i malati  che continuano a nutrire speranza, le religiose anziane che non smettono di sorridere, gli amici che ci stanno vicini: insomma, tutte quelle genti apparentemente normalissime ma la cui modesta quotidianità  è un grandioso esempio di silenziosa santità.

    Ebbene, l’umilissima e silenziosa santità delle persone normali può donare frutti capaci di trasformare, anche dopo generazioni, il volto della chiesa: una tra queste è Nonna Macrina, una signora del III secolo che nel suo umile fare la nonna seminò l’amore per Dio nel cuore dei suoi nipoti, molti dei quali divennero santi e padri della chiesa. Eccoli qui presentati in ordine di fama:  San Basilio Magno, Gregorio di Nissa, Santa Macrina,  Pietro Vescovo di Sabaste e Naucrazio, asceta.

    Macrina ( Senior), nata in Cappadocia, una regione interna dell’asia minore, non è solo una Santa della Porta accanto, per riprendere le parole di Papa Francesco, ma anche il povero da vestire e l’agnello ferito: a causa delle politiche avverse al cristianesimo volute dall’imperatore fu costretta a vivere, col marito e i servi ( era normale averli a quei tempi) in una selva delle montagne dell’attuale Turchia per ben 7 anni. Erano profughi a casa loro. Come riporta Gregorio di Nissa nel suo Vita di Santa Macrina (junior) in elogio della sorella, dice della nonna: “ Anche durante le persecuzioni si era cimentata nella professione di Cristo”. Finite le persecuzioni nel 313 [ con l’accordo di Milano di Costantino], la loro situazione economica migliorò. Il Figlio di Macrina, chiamato Basilio ( il Vecchio), ebbe il privilegio di crescere ricevendo, da bambino, una catechesi domestica di elevatissima caratura: sua mamma Macrina, infatti, era discepola di Gregorio il Taumaturgo, allievo a sua volta di Origene. Preghiere costanti, catechismo ed assidua frequenza della chiesa diedero in fretta i loro frutti, e Basilio Senior divenne, forse a Neocesarea, un retore famoso. Sposò una ragazza orfana, ricca e bellissima, di nome Emmelia, che nonostante le fortune date dalla provenienza altolocata scelse di dedicarsi ai beni dell’anima anziché a quelli terreni: divenne così una devota madre sempre impegnata in prima linea nell’educare religiosamente i propri figli. E il miracolo avvenne: sui nove (o dieci ) figli quattro divennero santi. La nonna, anziché educarli con le storie profane di Dei pagani e guerrieri sanguinari, scelse di edificare i loro cuori con storie tratte dalle Scritture. A quei tempi molti cristiani rifiutavano di studiare le poesie della Grecia classica perché considerate  - non a torto- veicolo di valori immorali: Emmelia, infatti, col timore che i suoi bambini potessero traviarsi l’animo con questo tipo di letture, proibì loro di leggere i racconti mitologici, come ben sappiamo essere portatori di valori, come la crudeltà in guerra o la prestanza sessuale, non sempre compatibili con gli insegnamenti di Cristo. Basilio Magno, il nipote più illustre di Nonna Macrina, imparò a non disprezzare la bellezza della cultura ellenica e disse di cogliere, come api sui fiori, solo il bene dai testi profani ignorando gli insegnamenti amari. Basilio Magno, col suo amico Gregorio di Nazianzo  ( un altro padre della chiesa, da non confondere col fratello Gregorio di Nissa!) andò a studiare ad Atene, che a quei tempi era il crogiolo del paganesimo: grazie agli insegnamenti della nonna Macrina riuscì a mantenersi devotamente saldo alla fede cattolica e non  svendette il proprio intelletto geniale all’ideologia secolare dominante. Anche Santa Macrina Junior, la nipote maggiore di Macrina Senior, scelse di dedicare la propria vita alla verginità  per amare Cristo ed edificò un importantissimo monastero, lungo al fiume Iris, vicino al Mar Nero. Era una ragazza bellissima, ma  anziché immolare il proprio avvenente corpo ai piaceri triviali che tanto ammorbavano, ieri come oggi, le grandi città preferì la vita monacale e ascetica. Il suo esempio fu importantissimo per i fratelli Basilio e Gregorio ed addirittura, quest’ultimo, nella biografia a lei dedicata, scrive che compì persino un miracolo guarendo gli occhi purulenti di una bambina con un semplice tocco. Ad oggi l’esempio, i testi, le omelie, le poesie e i discorsi di questi fratelli, eroi della Chiesa dei primi secoli, sono studiatissimi e sono di grande ispirazione per i cristiani cattolici ed ortodossi: la loro immensa grandezza è, oltre all’intervento dello Spirito Santo su animi dotati di forte volontà, frutto dell’umilissima pazienza con cui la nonna recitava loro le preghiere e raccontava gli episodi più belli della vita di Cristo. Nonna Macrina non è stata né una Giovanna d’arco, che ha guidato un esercito, né una Santa Teresa di Lisieux, che a 15 anni chiedeva al Papa di poter entrare in convento: è stata una semplicissima nonna che tramandava la fede ai figli. Una vera santa della porta accanto. E oggi, quante nonne e madri abbiamo che, con costanza, amore e devozione insegnano preghiere e passi del vangelo ai bambini nel segreto delle mura di casa?

    Per approfondimenti:

    Basilio di Cesarea. Omelie. Sull’esamerone e di argomento vario. Bompiani,  Milano, 2017

    S. Gregorio di Nissa. La vita di S. Macrina. Ediyioni Paoline, Milano, 1988

    Papa Francesco, Gaudete et exsultate. Esortazine apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

    Liliane Tami

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