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Gio 19 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Quelle carezze di Papa Francesco. Il Pontefice telefona al direttore de L'Eco di Bergamo.

    Papa Francesco stupisce ancora, lo aveva fatto il 18 marzo con una telefonata a mons. Beschi, vescovo di Bergamo; poi pochi giorni fa, nel venerdì Santo, chiamò in diretta su Rai Uno durante la trasmissione "A sua immagine". Infine, nella serata di martedì 14 aprile, un'altra telefonata, questa volta al direttore del quotidiano "L'Eco di Bergamo".

    Un’altra carezza - si legge sul sito del quotidiano - Papa Francesco l’ha voluta dare a «L’Eco di Bergamo» per «la grande opera di carità che state facendo nel ricordare quotidianamente le vittime del coronavirus».

    La telefonata arriva sul far della sera - racconta il direttore - , una manciata di minuti dopo le 18.30 da un numero sconosciuto. Sono tentato di non rispondere, ma nell’ultimo mese e mezzo sono state molte le telefonate di colleghi di mezzo mondo che volevano parlare con il giornale e non mi sembrava corretto lasciare qualcuno di loro senza risposta. Così rispondo: «Sono il Papa» mi sento dire. In effetti la voce era proprio la sua, ma deve essermi uscito un «Santità?» talmente sorpreso che il Papa sgombra subito il campo con la sua consueta bonomia: «Si, si, sono il Papa. Ogni volta che chiamo qualcuno al telefono pensano tutti a uno scherzo, ma sono io davvero».

    E la «carezza» arriva subito, carica di commozione e di compartecipazione al dolore di tutta la nostra terra. «Io vorrei ringraziare voi - dice subito Papa Francesco - per il ricordo che fate tutti i giorni dei defunti e per il vostro prezioso lavoro. Dare i nomi alla gente che muore e raccontare le loro storie è un’opera di carità molto grande per la quale vi ringrazio davvero tanto». Nel breve scambio di battute, entrambi sottolineiamo «il dramma nel dramma» di questa dolorosissima tragedia, il fatto cioè che spessissimo chi ha perso la vita a causa del Covid-19, l’ha fatto in totale solitudine, senza nessuno degli affetti più cari che potesse tener loro la mano all’esalare dell’ultimo respiro, senza nessuno in commosso raccoglimento dietro il feretro lungo i viali dei cimiteri. «Si, è molto triste - commenta il Papa - e credo che questo renda ancora più difficile il vostro lavoro, ma credo anche lo impreziosisca ancor di più. E proprio per questo torno a ringraziare lei, e attraverso di lei, tutto il giornale, per la grande, grande opera di carità che fate tutti i giorni».

    L'Eco di Bergamo/red

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