Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Rinvio a giudizio per don Tamagni

Secondo quanto trasmesso dalla RSI questa sera al Quotidiano, mercoledì 26 gennaio il procuratore pubblico Daniele Galliano ha rinviato a giudizio il parroco di Cadro, con la formula del rito abbreviato. La pena concordata è di 33 mesi di carcere: sei da espiare, gli altri 27 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni.

La vicenda riguarda le malversazioni compiute dal prete a favore di un giovane italiano, conosciuto nel 2016. Sulle prime il parroco di Cadro e Davesco-Soragno attinse al suo patrimonio personale.

Le appropriazioni indebite riferite dalla RSI

Poi, dopo avere eroso - sempre secondo quanto trasmesso dalla RSI - il proprio capitale e troncato i rapporti con lui, dal maggio del 2019 al 21 ottobre scorso riprese a foraggiare la passione per il gioco d’azzardo del giovane italiano. Stavolta con il denaro di altri. In totale 864'000 franchi, e un danno effettivo (calcolando cioè le somme restituite nel frattempo) di circa 740'000.

A farne le spese soprattutto i genitori, di cui nel novembre del 2020 don Samuele divenne anche curatore. Dai loro conti, al netto dei rimborsi effettuati mancano all’appello 563'000 franchi. Sempre a suon di prelevamenti, il 40enne danneggiò una fondazione ecclesiastica e, infine, la Fondazione Damiano Tamagni, istituita in nome del nipote ucciso nel 2008.

La truffa ai parrocchiani secondo quanto comunicato dalla RSI

All’appropriazione indebita (in parte aggravata) si aggiunge - secondo quanto comunicato questa sera dalla RSI - una truffa, mai resa nota finora. Dal marzo al luglio del 2021 il prete avvicinò amici e conoscenti, a volte al termine delle funzioni religiose, per domandare loro aiuti finanziari. Soldi – raccontava – da destinare a opere benefiche o per occuparsi dei genitori malati. L’importo, qui, - secondo la RSI - ammonta ad almeno 65'000 franchi.

Completano il quadro il riciclaggio di denaro e, in riferimento alla fondazione ecclesiastica, l’amministrazione infedele aggravata e la falsità in documenti. Ora toccherà alla Corte delle Assise Criminali decidere se accogliere o no la pena proposta.

L’amico

In aula (sempre con il rito abbreviato, ma stavolta alle Correzionali) comparirà - sempre secondo fonte RSI - presto anche l’amico di don Samuele.

News correlate

News più lette